Svolto il servizio militare entravo nel mondo del lavoro. Mi sentivo eternamente annoiato da ciò in cui mi cimentavo, anche se con ottimi risultati. Non provavo passione, amore per ciò che facevo e l’epilogo era sempre lo stesso: la noia. Fu così che un caro amico, uno psicologo peraltro, mi spinse a scoprire una professione che avesse come ingrediente indispensabile il mare. Non avevo la benché minima idea da dove iniziare, ma la passione ebbe la meglio. Sono grato a Franco ancora oggi.

Grazie al consiglio di un addetto ai lavori, cominciai, senza ragione apparente, a frequentare i porti turistici. Misi annunci su un bisettimanale romano candidandomi come marinaio. Cominciai a frequentare, a titolo gratuito, il noto cantiere e concessionario del più importante marchio italiano produttore di imbarcazioni e navi da diporto, come osservatore (allora non sapevo si chiamasse stage). Tramite un annuncio su una rivista di settore trovai il primo imbarco. Da subito scoprii il “dono” di un’ innata capacità di manovra di mezzi nautici di ogni dimensione, che ovviamente non esitai a vendere. Più che velocemente ebbi riscontri positivi da tutti i fronti.

Fu così che incontrai il MARE, scoprendo che potevo lavorare in un mondo totalmente diverso, ben più grande di quanto avessi mai pensato. Cantieristica di base all’inizio, fiere, collaudi, traversate brevi e lunghe, assistenza tecnica in seguito, subacquea, consulenze, pratiche nautiche e didattica.  Gli studi professionali  mi legittimarono a fare ciò che amavo. Inverni gelidi, estati roventi, cantieri e diporto. Tante persone conosciute, tante soddisfazioni personali, professionali ed economiche.  Ad oggi ho percorso più di 60.000 miglia con unità da diporto a motore dai 6 ai 30 mt.

Buon mare a tutti voi.